9. Casa al mare

(Romanzo breve in versi – 134.000 caratteri, spazi inclusi)

COME È NATO
Il 31 Ottobre del 2007 avevo terminato Grande Mago, il giorno dopo, senza motivo, con riluttanza, ho scritto qualche verso. Ero quasi certo che il tentativo di esaurisse, Grande Mago mi aveva emotivamente prosciugato e non credevo di possedere le risorse per iniziare subito un nuovo progetto. Invece, verso dopo verso, è nato Casa al mare, che ho provato successivamente (come con Grande Mago) a trasformare in prosa, senza risultato, Casa al mare era nato per restare in versi

SINOSSI
Storia di una coppia narrata in prima persona dal marito quando ha circa 45 anni. Iniziano a frequentarsi da ragazzi, si sposano, la moglie resta incinta e sino al parto è profondamente, e superficialmente, felice, tanto da non rendersi conto che il marito, in carriera in campo commerciale, ha una intensa frequentazione di altre donne. Dopo il parto tutto muta, la donna diviene ansiosa e, progressivamente, astiosa mentre lui vive una vita parallela con una amante definitiva. La figlia cresce sola e senza guida, inizia a perdersi rapidamente, fumo, problemi a scuola, anoressia, sino al ricovero in una clinica svizzera specializzata. Il padre, pur nel suo disordine sentimentale, non l’abbandona e si crea una relazione che pur provvisoria si rivela ricca di affettività. La coppia ha acquistato un brutto appartamento vacanze su di un isola, dove trascorrono vacanze all’insegna della rabbia e del rancore. Un giorno, durante un’estate, la coppia viene improvvisamente chiamata dalla madre di lei, la quale informa che la figlia, adesso ventenne, si è suicidata in camera da letto.

ESTRATTI

IncipitIl balcone della nostra casa al mare è lungo e stretto,/ha i parapetti in muratura, le piastrelle piccole, a rombo./Avremmo amato la grande terrazza quadrata,/alta sul mare, aperta al sole,/i rampicanti sulla griglia di legno/il barbecue nell’angolo, un tavolo lungo,/e il carrello bianco per i liquori e le bevande./Abbiamo acquistato un appartamento modesto,/al primo piano di un condominio a parallelepipedi sovrapposti,/una mostruosità arrampicata su una collina assolata,/radi alberi di eucalipto, sopra una spiaggetta di alghe marroni,/cortissima, dove non si trova posto già al mattino presto.

AdulterioMettiti lì, tra quei due autocarri./Conosce il posto, e sorride quando lo spiega/mentre mi fruga dentro la camicia/con le manine piccole prima di salirmi addosso./Picchia con la testa contro il soffitto dell’auto, /parla, parla veloce, dell’asilo, il suo./Suore dai grandi cappelli bianchi,/pregavamo, le ginocchia nude sul pavimento,/è precisa, non sbaglia le parole, ma non sa quel che dice,/dopo le preghiere servivano una minestra bollente,/liscia liscia, senza pasta, senza quasi niente,/io non mangiavo, mai, loro mi punivano, sempre,/è per questo che sono venuta su magra magra

Con la figlia piccolaAbbiamo attraversato i nostri trent’anni tra una pappina/che si raffreddava e la scorta dei pannolini in via di/esaurimento, di corsa, senza riderne mai, stai attento che cade/dal fasciatoio, mescola bene che fa i grumi./Abbiamo conosciuto tutte le malattie infantili, una dopo l’altra, /minacce di bronchiti devastanti sempre in agguato,/aggiungi una maglia, al massimo si toglie./Ha scelto l’asilo privato, certo costa di più, /ma al nido comunale non la mando di certo,/vai, vai a vedere che gente che c’è, poi mi dici,/e se non vuoi pagarlo ci pensano i miei genitori,/no, non fare l’offeso, lo pagano loro, a loro fa piacere

La figlia adolescenteMia figlia è una nuvola sporca,/che si sposta per la vita senza motivo./Ha lasciato la scuola, una seduta al giorno con lo psicologo,/segue un corso di ricamo rinascimentale,/non ha amici, non telefona, con noi non parla./E’ un sasso bagnato, che ci trascinerà tutti a fondo./E’ tua la responsabilità, sei un padre inutile, /le hai tagliato i denari, grande mossa,/adesso li chiede ai nonni,/e vende dal rigattiere i miei nostri vecchi dischi./Hai visto la casa, come nostra figlia,/è a pezzi, le porte e le finestre da rifare,/uno schifo, non possiamo invitare nessuno,/e quelle piastrelle marroni del bagno, una tua idea,/dobbiamo cambiarle, sembra il cesso di una prigione.

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Nessuna pubblicazione

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