Roberto Ragone – Ottobre 2015

OCCHITELLI MARIAROTTA BENVOLENDO SOPRASPINA TORNAMORE SE
Scritto il ottobre 8, 2015 by ragoberto
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‘Occhitelli mariarotta benvolendo sopraspina tornamore se’: è l’assurdo titolo del primo romanzo di Alessio Pasa, o meglio, il primo di una pentalogia. Dopo alcuni esempi celebri, come ‘Gli uomini che odiano le donne’, o le ‘Cinquanta sfumature’, sembra che tutto il narrabile sia narrato in trilogie, e che ormai gli editori prediligano questa forma editoriale che dovrebbe garantire loro una certa continuità di vendita. Non da parte mia, perché, dopo aver letto il primo robusto tomo degli Uomini che Odiano le Donne, ho rinunziato a proseguire. Le Cinquanta Sfumature invece non sono proprio il genere che incontra il mio favore. Non posso, e non devo dire altrettanto di questa opera narrativa, attualmente una trilogia, con la prospettiva di diventare, appunto, una pentalogia nel 2016. Il quarto volume è atteso per l’inizio dell’anno 2016, e certamente continuerò la lettura delle vicende narrate in sequenza in questi tre primi libri. Il titolo del primo libro è quello già citato; il secondo si intitola, laconicamente, ‘1978’; il terzo ‘L’alba del maiale’. La storia, un po’ vera, un po’ inventata – anche, devo dire, con una certa audacia, ma ci sta tutta – è un’ampia carrellata degli avvenimenti degli ultimi decenni. Francesco Alibrandi è un giovane di ventisei anni, genovese, laureato in filosofia, fidanzato da dodici anni con Laura, in odore di nozze, ma non ha un lavoro. Un giorno un suo amico, Alfio, gli fa conoscere un certo Dix, il quale a sua volta lo presenta a Sara, una ragazza palestinese agente di Arafat in Italia. Sara pronuncia una frase senza senso, appunto, ‘Occhitelli mariarotta benvolendo tornamore se’, e Dix gli chiede di ripeterla. Lui nicchia, poi alla fine cede. Questa prova di nonsense rappresenta la sua disponibilità ad entrare in una società, la Render, che in realtà è un uffico clandestino dell’OLP, e da dove Dix gestisce anche un intenso traffico di droga, lasciando a Francesco una parte dei proventi. Da questo incipit si dipana tutta la storia di Francesco, Laura, Sara, Dix, Lauro, e altri numerosi personaggi che si presentano al lettore nei tre romanzi. In ‘1978’ Francesco Alibrandi, è in America, dopo aver dato buca sull’altare alla sua promessa sposa, distruggendo un rapporto iniziato da adolescenti per seguire Sara, la terrorista araba che lo ha affascinato da subito. Le vicende del nostro si svolgono rapidamente, e nel terzo libro, ‘L’alba del maiale’, dopo essere tornato in Italia con l’aiuto dell’ambasciata italiana in USA, lo troviamo esponente del partito di governo, coinvolto in ‘Mani pulite’, il rivolgimento giudiziario che ha cambiato la fisionomia della politica in Italia. Di lì, si rifugia nella ex Jugoslavia, coinvolto anche qui in traffici di droga – come del resto all’inizio della storia. Passando attraverso mille peripezie, ritrova la Sara che aveva lasciato in USA e riesce comunque a salvare la pelle, ritornando in Italia. Un protagonista – nel quale non si fa fatica a distinguere l’autore – senza formalismi morali, decisamente ipersessuato, in una storia densa di avventure di letto con ogni donna decente che gli capiti innanzi. Il che non è spiacevole, tutt’altro, perché carica il racconto di una tensione erotica senza volgarità, in una connotazione narrativa decisamente maschile senza essere maschilista, e oltretutto credibile. Ognuna delle storie si conclude con una situazione in sospeso, con un interrogativo, e questo spinge il lettore a voler proseguire la lettura. Si dice spesso che quando si finisce un bel libro si ha l’impressione di aver perso un amico, e questo è il caso. Fortunatamente la trilogia continua, e la suspence aumenta. La scrittura di Alessio Pasa è coinvolgente, incalzante, ti acchiappa dall’inizio e non ti permette di chiudere il libro, ma ti spinge ad andare oltre per conoscere le vicende dei protagonisti, tutti credibili e ben dipinti, ben caratterizzati. Lo stile è decisamente impressionista, ogni frase è come una pennellata materica di colore vivo e brillante; il racconto non ha cali di tensione, per tutte le oltre duecento pagine di ogni romanzo. Dopo un tentativo di rimanere un semplice osservatore, ci si arrende piacevolmente allo svolgimento dei fatti diventando noi stessi personaggi. Devo dire che sul mercato editoriale circolano romanzi – narrativa – con firme più che note che non hanno neanche un decimo dell’appeal di questo scrittore. Le frasi lunghe, in prima persona, senza punti ma solo con delle virgole, sono un espediente che da’ un grande senso di immediatezza, unito all’uso del presente e del passato prossimo. Ti sembra d’esser lì, di sentire gli odori che lo scrittore descrive – a questi è sempre molto attento -, di partecipare alle scene erotiche, sempre il sale del racconto, di guardare, toccare, udire, insomma, di essere al centro della scena. Affiorano come sempre accade le punte di piccoli iceberg autobiografici, nei fatti, nei personaggi o nei desideri, e questo è facilmente rilevabile e per nulla spiacevole.
Alessio Pasa è un signore di sessant’anni, nato a Genova nel 1955, e lavora come consulente d’impresa e formatore, libero professionista. I lunghi e frequenti viaggi in treno lo aiutano a scrivere, pagina dopo pagina, tutto ciò che ho descritto. Non ha mai frequentato un corso di Scrittura Creativa, e il suo stile ce lo ha dentro, derivante forse, e probabilmente, da intense letture, in uno stile già maturo e sicuro di sè. Questa è la sua opera d’esordio come ‘novelist’, romanziere

http://ragoberto.altervista.org/occhitelli-mariarotta-benvolendo-sopraspina-tornamore-se/?doing_wp_cron=1444342254.2766609191894531250000

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