18. Occhitelli mariarotta benvolendo sopraspina tornamore se

(Romanzo – 440.000 caratteri, spazi inclusi

COME È NATO
Scritto in prima stesura tra il novembre 2008 e il settembre 2009 ha conosciuto una revisione approfondita nel 2011. Il bar Moretti dove prende l’avvio la vicenda di Francesco Aliberti esisteva per davvero, a Genova, in via Cantore, la Trota è il nome di fantasia di un quartiere della delegazione di Sampierdarena a Genova. Ciononostante la città nella quale è ambientato il romanzo non è Genova ma una città settentrionale immaginaria che, in parte, ricorda Torino.

SINOSSI
La vicenda prende l’avvio il 3 dicembre 1973 (prima domenica di austerity con divieto di circolazione della auto sull’intero territorio nazionale) e termina il 12 gennaio 1974. Il protagonista, Francesco Aliberti, neolaureato in una facoltà umanistica e svogliatamente in cerca di lavoro incontra casualmente una particolare opportunità di lavoro in una azienda di import-export che in realtà è la copertura di un ufficio dell’OLP palestinese per il rifornimento di prodotti provenienti dai paesi occidentali. Il titolo del romanzo è la frase (pronunciata molte volte da una donna, e che Francesco dovrà poi ripetere con esattezza) con la quale Francesco viene, se così di può dire, pre-reclutato per il lavoro nell’azienda di copertura dell’OLP. Francesco (io narrante) è fidanzato con Laura e molto vicino al matrimonio, ma lavorando conosce Sara, tedesco-palestinese bella e misteriosa. La vicenda si snoda nella narrazione dell’indecisione di Francesco tra l’affetto consolidato di Laura e la smagliante bellezza e la impenetrabile figura di Sara. Co-protagonista chiave è Dix, personaggio tipico degli anni ’70 al limite tra il provocatore, l’agitatore e il venale, che non manca di genialità. Nel corso della storia vi sono alcuni riferimenti a casi di cronaca legati alla vicenda specifica (il 17 Dicembre 1973 un commando di Settembre Nero uccide un folto gruppo di passeggeri a Fiumicino durante un dirottamento, pochi giorni dopo viene ucciso a Madrid Carrero Blanco, delfino di Francisco Franco). Un colpo di scena finale conduce Francesco nella condizione di dover decidere tra Sara e Laura

ESTRATTI

IncipitIl bar Moretti è pavimento sporco, bancone di acciaio opaco, tavoli quadrati scalcinati e portacenere gonfi di cicche. Nessun rivestimento in legno pesante, né spessa moquette scura, come nei locali in centro, questo è un luogo vuoto, dove ogni rumore è amplificato e fastidioso. Oggi è freddo e umido, pioverà. Sono riuscito a racimolare i soldi per una birretta, che Mario, il barista serve tiepida, in bassi bicchierozzi dal vetro smerigliato da migliaia di lavaggi. “Bevi piano, dottore, piano, così te la godi di più”

Occhitelli mariarotta benvolendo sopraspina tornamore seSiamo esposti a sud, al sole, e protetti dal vento, Dix tiene la giacchetta aperta e Sara si è tolta il foulard, ha sciolto i capelli, neri corvini, lunghi sulla schiena, gonfi, appena mossi. Dix ha invitato Sara a sedersi accanto a lui, chiedendo a me di restare in piedi, esattamente davanti a lei. “Avanti Sara, qui non ci vede e non ci sente nessuno”. La ragazza, sì, ora che ha tolto il foulard dimostra di essere giovane, molto, non può avere più di ventidue o ventitre anni, si guarda intorno, è vigile, attenta, misurata. Fissandomi direttamente negli occhi ha pronunciato una frase che al primo ascolto mi è risultata assolutamente incomprensibile, non ho avuto il tempo di chiedere di spiegarmi, di capire, Sara, senza nessun preavviso, ha immediatamente ripetuto la frase. “Occhitelli mariarotta benvolendo sopraspina tornamore se”.

LauraLaura, cara moglie, non piangere, mentre ti affanni ad aprire la cerniera della gonna, no, Laura, non tirare così forte, strapperai tutto, lo so, duecentomila lire, per il tuo matrimonio, duecentomila, non piangere. Si è rotta, ci metterai delle spille da balia, e sopra chiudi bene il cappotto, Laura, non stringermi così forte, si, le sento, le tue lacrime sul collo. Laura, non ci abbiamo mai fatto conto, lo sapevamo, duecentomila lire, per l’unica figlia, la prediletta, la più amata, la più cara, non inquietarti, Laura, io sono qui, no, non c’è bisogno che ti spogli, stai qui, piccola, qui, io non ti lascio, forza, mancano poco più di due settimane, la libertà, la tua casa, terrai chiusa la porta, e non farai entrare nessuno.

PUBBLICAZIONI
Meligrana Editore, Aprile 2013 – Tropea (VV)

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