13. Lo scoglio del bersagliere

(Romanzo breve in versi – 93.500 caratteri, spazi inclusi)

COME È NATO
Scritto in parte nel settembre 2009, abbandonato è stato ripreso per essere terminato nel dicembre dell’anno successivo. Lo “scoglio del bersagliere” esiste, anche se non è questo il suo nome, si tratta della prima penisoletta rocciosa che si trova percorrendo la passeggiata a mare di Nervi (Genova) in direzione Est-Ovest, per raggiungerlo c’è un piccolo ponte di calcestruzzo, che conduce alla sommità dello scoglio. E’ stato terminato a Domodossola, quando abitavo in via Galletti, in un alba buia, sotto una nevicata copiosa.

SINOSSI
Scritto in versi, narra la vicenda di un giovane lasciato dalla compagna, Maria, dopo molti anni di convivenza. Maria comunica al suo compagno la sua decisione su uno scoglio proteso nel mare, tra loro noto appunto come “del bersagliere”. Il compagno ricorda, donna originale, alta, magra, per nulla indulgente con se stessa e con gli altri, anaffettiva, gelida, sfuggente e misteriosa, che ha arredato la loro casa con mobilia scelta senza cura riempiendola all’inverosimile di cianfrusaglie. Mentre il compagno, rimasto solo, getta via tutti gli effetti di Maria si ricostruisce la storia della donna, ceduta dalla madre alla sorella e vissuta con questa e suo marito e rimasta ignara di quello scambio iniziale. Maria incontrerà la sua vera madre, una donna fragile che ha vissuto precariamente ai margini della vita e scoprirà la verità a proposito dei suoi genitori putativi, lei una isterica silente e lui un simpatico obeso che, avanti con l’età, cercherà, vanamente di rendersi indipendente dalla moglie. Alla fine una composita comitiva (il compagno di Maria, l’obeso padre putativo, la madre e un ignaro tassista) si muoverà per cercare Maria.

ESTRATTI

IncipitSei stata ragazza, magra, alta,/le spalle ossute costrette dentro camiciole di tela a tinta unita,/il petto assente, le gambe lunghe dalle ginocchia grosse./Avanzavi a pezzi, prima un piede, staccato dal resto del corpo,/seguito d’impeto dall’addome stretto, piegato in avanti,/quasi dovessi rincorrerti da sola./Non eri bella, e non te ne curavi, avevi da camminare veloce,/dietro mille occupazioni, i boy scout, la nonna, Laura, Andrea./Sempre a piedi, niente autobus, troppa folla,/a calpestare i marciapiedi, inesorabile, largo, largo,/spostatevi, lasciatemi passare, io ho molta fretta.

Il padre putativo e la madre naturaleSul pianerottolo rimbomba la voce della donna messicana/protagonista dello sceneggiato preferito di papà./E’ in salotto, piegato davanti al televisore./Fuma, la giacca e la camicia da ufficio, la cravatta allentata,/ignora i rimproveri della moglie,/sa che deve indossare la tuta da casa e le ciabatte/e che non può spegnere le cicche nei bicchieri del Campari./Ti ho chiesto se hai visto la Celeste./Reitera la domanda, senza distogliere l’attenzione dalla donna messicana,/una bruna prosperosa, il gilerino di camoscio aperto sull’incrocio dei grandi seni./La hai vista o no, la Celeste? Si papà, l’ho vista./La messicana ha alzato il braccio con un gesto imperioso,/mostrando una ascella bianca e morbida come una vagina./La hai osservata bene, la Celeste?/Sì, papà, ho parlato con lei. Devono gridare, contro l’audio della televisione./La donna scappa, inseguita da un uomo basso con i baffi/esce di scena, gridando che lei è una femmina onorata./Ha gli occhi rossi dietro le lenti spesse, le palpebre sudate./E’ una troia. Quella donna, ricordalo, è una troia e basta.

Lo scoglio del bersagliereOggi, molti anni dopo,/mi chiedo, con il sole negli occhi,/per quale motivo tu abbia deciso di dirmelo qui,/sullo scoglio del bersagliere,/come avevamo deciso di chiamarlo una mattina d’inverno,/in un alba che non arrivava mai, in piedi,/abbracciati su questa roccia allungata sopra il mare./Poco prima avevo ricordato i mesi del mio servizio militare,/forse a causa di quella prima luce, stanca, svogliata,/la stessa che dopo la guardia ci accompagnava all’alzabandiera./Eravamo dei ragazzi, le armi gelate tra le dita, assonnati e annoiati./Eri stata tu a battezzare questo luogo del bersagliere,/anche se io ero stato un semplice fante.

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